
1 - Ambiente, territorio e paesaggio sono un bene comune
Acqua pubblica o risorsa privata? Più auto o più biciclette? Centro o periferie?
L’acqua è un bene comune da difendere, l’acqua è fonte di vita, non di profitto. L’aria è un bene comune da difendere. Abbattiamo la concentrazione di smog con più biciclette, più trasporto pubblico di qualità, più car sharing e pedibus.
Il paesaggio e il territorio sono un bene comune da difendere. La città deve crescere in qualità e in capacità di recupero urbano, in aree verdi, zone pedonali e in spazi pubblici per uno sviluppo basato sulla qualità della vita delle persone.
Le aziende e le proprietà comunali sono un bene comune. Non devono essere privatizzate ma gestite secondo criteri di nuova economia solidale. La partecipazione è un bene comune, è l’essenza della democrazia. Il progetto della città futura deve coinvolgere, da protagonisti, cittadini e privato sociale. Le periferie di Torino sono un bene comune.
Per una Torino vivibile dal centro alle periferie, insistiamo sulle politiche di inclusione di ogni quartiere all’interno di una città che sia veramente metropolitana, valorizzando la partecipazione, la vita e il commercio di quartiere.
2 - Il lavoro e la conoscenza sono un bene comune
Può reggere una città lontana dalla produzione?
Una città lontana dalla produzione è troppo fragile. La tradizione manifatturiera di Torino non può scomparire.Torino deve restare capitale del lavoro e dell’industria italiana, puntando a trasformarsi in città di riferimento per l’industria ecologica e delle nuove tecnologie.
Dobbiamo creare un’alleanza tra i centri di ricerca e innovazione pubblici e privati e le forze produttive per creare occupazione stabile, e offrire opportunità anche alle piccole imprese.
Torino deve diventare un riferimento per le ragazze ed i ragazzi di tutta Europa, promuovendo la formazione, il mix sociale e il confronto in modo che tutti possano avere più opportunità nello studio, nel lavoro e nella realizzazione delle loro aspirazioni.
Vogliamo una città attenta ai percorsi formativi dagli asili nido fino all’università. Una città protagonista nella società della conoscenza.
3 - Solidarietà e legalità sono un bene comune
Meno soldi e meno servizi? Coppie di fatto e single ancora escluse?
Il bisogno è il criterio che ci deve guidare nel disegno di un nuovo welfare comunale.
Servizi non solo per gli ultimi, ma anche i meno difesi della città: bambini, anziani e famiglie che rischiano con una spesa imprevista di scivolare indietro.
Torino deve difendere un’idea di welfare locale che riconosca e tuteli famiglie, single e coppie di fatto, con una visione inclusiva della società nella quale non pesino valutazioni negative sulle libere scelte individuali.
A parità di doveri devono corrispondere pari diritti. I nuovi cittadini torinesi devono poter essere protagonisti della vita culturale e politica e non solo della crescita dell’economia e della sicurezza.
Una città capace di valorizzare le differenze è una città che innova e che cresce.
I quartieri sicuri sono i quelli vissuti dalle persone che li abitano: servizi pubblici, trasporti, divertimenti ed illuminazione possono rendere vivo ogni angolo della città.
Torino ha una lunga tradizione in tema di laicità che va difesa e rilanciata. E’ il momento di promuovere diritti concreti per le coppie di ogni orientamento sessuale.
5 - La partecipazione e la trasparenza sono un bene comune
Far cassa con nuovi oneri di urbanizzazione? Privatizzare le aziende partecipate?
Il compito della politica è indicare priorità di intervento alla luce delle risorse disponibili.
La congiuntura economica impone scelte di bilancio restrittive, la priorità dev’essere quella di mantenere alto il livello dei servizi sociali per i più deboli.
Coinvolgiamo tutti i cittadini nelle scelte di bilancio e rendiamo tracciabile ogni spesa attraverso i nuovi mezzi di comunicazione: la trasparenza diminuisce la distanza tra politica e cittadini.
Firma anche tu! se condividi le nostre priorità.