Le tue idee per la Torino di domani. Aggiungi il tuo commento a questa pagina.
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+2#Differenziare le sanzioni per le contravvenzioni stradali in funzione del tipo di veicolo. —
Guido Ortona2010-12-08 16:44
Lo scopo di una contravvenzione è evidentemente quello di evitare che vengano commesse infrazioni. Per ottenere questo scopo occorre che la sanzione sia abbastanza elevata da costituire un deterrente. Ovvie ragioni di equità richiedono allora che la sanzione non sia eguale per tutti, ma proporzionale al reddito. In assenza di questa caratteristica, una sanzione può essere al tempo stesso un balzello crudele per alcuni e una norma priva di effetto per altri. Una multa per divieto di sosta di 60 euro costituisce un onere molto pesante per chi guadagni 1200E al mese -il 5% del reddito di un mese- e l'equivalente di un ticket di parcheggio per chi ne guadagna 6000 (l'1%, che è quanto paga chi guadagna 1200E per una sosta di mezza giornata in centro). Vengono in mente tre obiezioni, che elenco insieme alle relative controobiezioni:
Prima obiezione. La norma non è applicabile, in quanto richiede l'accertamento dei redditi. Controbiezione: una buona approssimazione del reddito è il tipo di autoveicolo. Una Maserati e un SUV pagheranno più di una Panda. Sarebbe opportuno introdurre anche dei correttivi per l'anzianità del veicolo (una Mercedes vecchia di 10 anni pagherà come una Panda nuova, per esempio).
Seconda obiezione. Si crea ingiustamente un balzello non previsto all'atto dell'acquisto ("se l'avessi saputo non avrei comprato un suv"). Controbiezione: si può introdurre la norma solo per i veicoli di nuova immatricolazione, lasciando che diventi sempre più diffusa man mano che il parco macchine si rinnova.
Terza obiezione. Non è lecito. Controbiezione: lo è, come si evince dal 2° comma dell'articolo 195 del codice della strada, in base al quale "Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dal presente codice, tra un limite minimo ed un limite massimo, si ha riguardo alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche".
Se attuata, questa proposta avrebbe due considerevoli vantaggi aggiuntivi, oltre a quello costituito dalla sua equità. Il primo è l'aumento delle entrate comunali: se si ritiene giusto che chi guadagna 1200E paghi 60E di contravvenzione, allora non ci possono essere obiezioni a che chi ne guadagni 6000 ne paghi 300. Il secondo è l'incentivo ad usare vetture piccole, con vantaggi importanti in termini di risparmio di risorse primarie e di aumento di sicurezza.
Infine, faccio notare che una norma di questo genere è già in vigore in alcuni paesi, il che dimostra che è attuabile.
+2#quando si tocca il portafoglio —
salvatore corrao2010-12-09 10:18
Il portafoglio può essere una leva efficace per incentivare l'uso di mezzi alternativi all'auto. So che in alcuni paesi europei, per chi usa la bicicletta in alternativa all'auto per recarsi al lavoro è previsto un incentivo economico sostanzioso "In granbretagna circa 700 €" Sicuramente avrebbe effetti positivi anche da noi. Non so bene come possa funzionare tecnicamente il controllo, ma basta copiare da chi gia applica questa idea.
-2#RE: La tua idea per Torino —
mauro bonino2010-12-18 18:03
Una città senza inceneritori, con raccolta differenziata spinta ed impianti per il trattamento a freddo. Per creare occupazione verde (se un inceneritore crea 40 posti di lavoro, il ciclo integrato ne crea 800), far risparmiare sulle tasse per i rifiuti ed evitare l'inquinamento da polveri sottili (per cui l'UE sta per comminare delle multe salatissime alla Lombardia)
e se il sindaco si recasse al lavoro con i mezzi pubblici? Non una sola fermata però. Durante il mandato si trasferisce in un alloggio ATC situato in una delle periferie torinesi. Nell'esercizio delle sue funzioni, autista, macchina di servizio e quant'altro, ma per recarsi in ufficio e rientrare a casa mezzi pubblici (non il taxi eh), o bicicletta, facciamo un mese e un mese. Idea qualunquista, populista, non so? Forse in parte, ma anche a sinistra abbiamo bisogno di messaggi bandiera, l'importante è che non siano meri spot elettorali. La conoscenza di un territorio non la si può ottenere per istituzione, ma soltanto per condivisione. Il sindaco potrà anche andare a visitare luoghi come un campo rom, un'azienda prossima alla liquidazione, un piccolo mercato di periferia, ma per lui saranno sempre non luoghi finché ci andrà con la fascia tricolore. E' necessario condividerlo un territorio per poterlo amministrare: aspettare il pullman, scendere al capolinea in una piazza buia di inverno, fare la spesa in quartiere, portare il figlio alla scuola pubblica di borgata, sono tutte cose che aiutano a conoscere la città molto più delle visite istituzionali. Diego Novelli se non sbaglio non abitava alla crocetta o in piazza Vittorio ma è sempre rimasto nel suo borgo san Paolo: è forse giunta l'ora di andare oltre, Falchera, Mirafori Sud, Vallette, ma non perché questi debbano per forza essere considerati quartieri maggiormente disagiati, e forse pure lo sono, ma per rendere nota un'altra città a chi ci debba amministrare. Non più le solite vie lussuose del centro con boutique, ristoranti, cinema teatri, bellissimi eventi culturali, ma anche quel territorio un po' meno alla moda, che sta oltre, e quindi meno conosciuto, dove spesso gli unici centri di aggregazione sono i mega centri commerciali. Ma si usiamolo sto vocabolo, una differente narrazione della città , la potranno raccontare soltanto amministratori che siano veramente protagonisti della loro città.
0#Mobilità sostenibile ed auto elettriche —
Silvia Bodoardo2011-01-24 20:30
Per ridurre gli inquinanti e l’eccessiva produzione di CO2 è indispensabile iniziare uno stile di vita nuovo e virtuoso. In città si può modificare la nostra modalità di spostamento, abbandonando l’utilizzo del mezzo privato e spostandosi verso l’uso dei mezzi pubblici o di mezzi non inquinanti. Mi riferisco all’incentivo di utilizzo di auto elettriche o per lo meno ibride. Anche i mezzi pubblici (e forse questi per primi) dovrebbero essere convertiti. Purtroppo il costo dei mezzi elettrici, pur essendo tecnologicamente più semplici di quelli a combustione interna, è proibitivo per molti. Il costo elevato è principalmente legato alle batterie che sono tra l’altro anche poco disponibili sul mercato. Incentivare l’acquisto dell’auto elettrica e/o ibrida è senz’altro uno stimolo, ma sarebbe comunque un investimento una tantum ed un utilizzo del denaro pubblico rivolto solo a pochi. Una Città come Torino dovrebbe avere una visione ad ampio respiro, pensando ad impiantare paline per la ricarica in diversi luoghi della città. Le paline di fatto non saranno molto utilizzate, ma questo è certamente uno stimolo ed un “incoraggiamento psicologico” per sentirsi sicuri di potere raggiungere comunque la propria meta se la batteria dovesse scaricarsi. La Città dovrà rendere utilizzabili tali paline di ricarica mettendo dei divieti di sosta ad auto che non siano lì per la ricarica! Inoltre si dovrebbero prevedere leggi cittadine che superino quelle condominiali e quindi sia possibile mettere le paline di ricarica anche nei cortili dei condomini (chi non possiede un box auto come si può ricaricare?). L’incentivazione si ottiene anche vietando l’ingresso ai motocicli a combustione interna (e quindi inquinanti) nella ZTL ed invece permettendo l’ingresso, in qualunque orario, ai mezzi elettrici. (sa l’effetto se tutti i mezzi commerciali fossero elettrici?). Infine, invece di incentivare il singolo cittadino all’acquisto del mezzo elettrico personale, si può incentivare un sistema di car sharing di auto elettriche. L’auto elettrica è oggi ancora troppo costosa, per il cittadine medio. L’uso del car sharing permetterebbe a molti il suo utilizzo. Inoltre, dopo avere provato l’auto elettrica, se ne comprende la potenzialità (un motore silenzioso, che sa anche essere grintoso) fugando dubbi e perplessità. A tutto ciò la Città può dare una forte spinta anche con una buona e corretta campagna informativa, promuovendo serate di confronto tra tecnici e cittadini… e quest’ultima potrebbe avere un costo irrisorio (o nullo) per le casse della città, ma un grande guadagno per la salute di tutti.
0#Comune come laboratorio "olivettiano" —
Gian Contardo2011-02-05 18:42
Fare del Comune di Torino un'alternativa "olivettiana" alla svolta reazionaria di Marchionne nelle relazioni datori di lavoro - dipendenti. Mi spiego meglio: utilizzare il contratto integrativo per i dipendenti comunali per ridurre l'orario di lavoro e concedere loro dei permessi infrasettimanali per consentire di fare le commissioni e prendersi cura della famiglia. Estendere anche a queste innovazionni la filosofia che sta alla base della responsabilità sociale delle aziende, cioè far sì che, una volta varato questo protocollo "olivettiano" per il Comune, esso divenga obbligatorio anche per tutte quelle aziende che vogliono diventare o rimanere fornitori del Comune. In sostanza, chiunque voglia vendere beni o servizi al Comune dovrà trattare in modo umano i suoi dipendenti. Queste norme potrebbero innescare un circolo virtuoso che recherebbe benefici a tutti i lavoratori e isolerebbe i filo-marchionniano, domani a Torino, dopodomani, chissà, in tutta Italia.
+1#CULTURA BENE COMUNE —
Giovanni Foresti2011-02-10 01:17
A Torino, in questi ultimi 30 anni, si è sviluppata un'idea di cultura piuttosto bizzarra. Grandi eventi gratuiti, finanziamenti e spazi per un numero ristretto di soggetti: teatri e compagnie, radio, artisti
Ma la cultura, intesa come bene comune, dovrebbe essere anche la creazione di opportunità offerte ai cittadini per fare cultura in prima persona.
Conosco centinaia di artisti, compreso il sottoscritto, che non hanno mai, dico mai, incontrato nell'Ente Locale un interlocutore che sapesse offrire opportunità.
Ma questo è già un giudizio.
Partiamo dai fatti e chiedo al Sig. Passoni di pubblicare un resoconto, almeno degli ultimi 10 anni, che indichi chi ha avuto finanziamenti, di quale importo e per fare cosa.
Sarà così più facile dare un giudizio ponderato e vedere se esistono i margini per cambiare.
Oggi, che "i soldi della cultura sono finiti" c'è un gran parlare e i lamenti si sprecano.
Personalmente sono contento, la totale chiusura di questi anni ha fatto si che io mi rivolgessi altrove e ora lavoro in Francia o in altre città come Bologna dove ho fatto un film in coproduzione e come attore protagonista: "Il vento fa il suo giro".
Torino ha visto il film, lo ha apprezzato, ma non si è chiesta come mai un torinese facesse un lavoro così con una casa di produzione bolognese. Bene, ora l'ho esplicitato e, con tanti ringraziamenti, ho lasciato definitivamente la città.
Continuo però ad essere affezionato a Torino e ai torinesi e sono naturalmente disponibile ad approfondire l'argomento, se ci saranno delle occasioni.
La cultura deve essere rivolta a tutti i cittadini. In particolare deve garantire:
il diritto per tutti ad avere un’offerta di qualità dei servizi culturali; la concreta possibilità, per coloro che vogliono offrire il proprio lavoro in ambito culturale, di trovare nelle Istituzioni competenza e sostegno; l’opportunità per tutti (anche per i non professionisti) di realizzare percorsi integrati atti a sensibilizzare una vita culturale ed artistica vissuta in prima persona.
+1#RE: La tua idea per Torino —
federico2011-02-15 13:09
mi è sempre piaciuta l'idea che la città fosse la somma di tanti quartieri. non un centro e una periferia. Torino è abbastanza grande da essere una metropoli, ma sufficientemente piccola perché tutti i quartieri possano essere parte integrante di un sistema di servizi e relazioni sociali. Intanto i quartieri dovrebbero essere autosufficienti: non parlo però soltanto di servizi, ma dell'idea di comunità che dovrebbe rendere partecipi tutti i residenti. Purtroppo la realtà è un pò diversa. Voglio essere più chiaro. Spesso si abita da un parte e si lavora in un altra zona. Il tempo libero lo si trascorre ancora da un'altra parte. Spiace però che la mobilità sia spesso a senso unico. E' sempre e soltanto il centro ad attrarre. Il concetto di autosufficienza dei quartieri che intendo non significa assenza di mobilità, anzi, significa capacità di ogni zona di offrire spazi di interesse per gli altri cittadini. Le dimensioni tutto sommate ridotte di torino( non è new york dove chi sta a manatthan probabilmente non ha mai messo piede a brooklin) dovrebbero permettere tutto questo, invece ciò non accade. Chi abita a mirafiori, se non per ragioni di lavoro, probabilmente non si è mai recato alla barca o alle vallette. tutti però ci rechiamo in quei quartieri, soprattutto il centro, dove si riuniscono tutti gli spazi di interesse. Riappropriarsi dei quartieri come spazi collettivi, non può essere soltanto demandato a mercati e servizi, ma deve assumere una dimensione più ampia. laboratori, teatri, cinema, sport, musei, momenti di spazio reale che attraggano la cittadinanza anche di altri quartieri. Servono eccellenze ovunque, alla falchera, alle vallette, barriera di milano, lingotto, santa rita. Ad esempio in questo contesto l'esempio del quartiere olimpico al lingotto rappresenta l'emblema negativo. Mi aspettavo di vedere crescere un nuovo quadrilatero, e invece il nulla assoluto. D'altra parte queste eccellenze devono essere aiutate a crescere. Ci sono tantissime esperienze locali interessanti che però non riescono ad emergere. Una nuova idea di fare cultura, di welfare, di benessere comune deve essere coniugata con le piccole realtà locali, a dispetto se necessario dei soliti baracconi. Anche l'idea di sicureza ne guadagnerebbe, senza dovere ricorre alle solite e desuete politiche di mera repressione. Non si tratta peraltro di creare quartieri monotematici, più semplicemente creare spazi dei quali tutta la cittadinanza possa usufruire
Semplice ma davvero idea d'impatto: abbattere il palazzaccio davanti al Duomo, sarebbe un investimento e non un costo, pensate che bello sarebbe l'ingresso alla nuova Galleria sabauda senza quel mostro davanti ...ci sono cose più importanti d'accordo ma il bello è un bene per tutti
+1#nuove tipologie di parchi recintati destinati allo svago e al passeggio dei cani in LIBERTA' —
Deborah2011-02-18 13:00
Progetto di Autogestione con Autofinanziamento di una parte del parco Cavalieri di Vittorio Veneto destinata al passeggio dei cani in libertà
Vorremmo portare alla vostra attenzione un progetto destinato ai cani domestici delle zone Santa Rita e Crocetta che frequentano quotidianamente, durante tutto l'anno, il parco Cavalieri di Vittorio Veneto. Il progetto nasce dall'amore e dal rispetto verso i nostri animali e verso le loro esigenze più elementari: il gioco, la corsa in spazi ampi e la socializzazione. Queste attività hanno un ruolo fondamentale nel convogliare costruttivamente le energie e l'esuberanza del cane, che sviluppa in tal modo un carattere docile ed equilibrato, in linea con la sua indole. Solo così, come sostengono da molto tempo educatori cinofili, veterinari, etologi, si dà luogo a una convivenza armoniosa fra cani e persone e si evitano le giustamente temute degenerazioni aggressive. La tutela che si deve ai cittadini, possessori di cani e non, dovrebbe passare secondo noi dalla diffusione di una corretta informazione e di una cultura della responsabilità nella scelta e nella gestione del cane, e non essere esercitata attraverso divieti e sanzioni che piovono indiscriminatamente su comportamenti scorretti e corretti. Suggeriamo dunque di instaurare con i proprietari di cani che frequentano i parchi cittadini un dialogo che conduca a soluzioni sensate e rispettose dei diritti-doveri di tutti. Facciamo presente che chi frequenta i parchi dedica in genere al proprio cane non meno di due ore al giorno, sta con lui all'aria aperta con qualunque clima, in qualunque stagione, condivide questi momenti con i figli, che crescono anche loro nel rispetto e nell'amore della natura. Difficilmente persone che hanno queste priorità sono sventate, sciatte e inconscienti. Dopo un po' di tempo in un parco ci si conosce tutti perfettamente, ci si chiama reciprocamente con i nomi dei rispettivi cani, ci si spartisce lo spazio in modo da preservare i cani più timidi e insicuri dal contatto diretto con quelli più irruenti, da evitare la vicinanza fra maschi dominanti, da separare le femmine in calore. Ancora più ovvio e naturale è tenere pulito l'ambiente in cui si trascorrono tante ore al giorno. Anzi, proprio i proprietari di cani cittadini conoscono bene i rischi di epidemie dovuti alla mancanza di adeguata disinfezione degli spazi destinati a loro, i disagi quotidiani dovuti alle condizioni deplorevoli in cui si trovano le aree recintate, prive di drenaggio, di manutenzione, di fonti di acqua pulita, piene di buche pericolose, di pozzanghere permanenti, ricettacoli di batteri e virus, spesso rifugi notturni per topi. Ora qui ci riferiamo in particolare alla situazione di Piazza d'Armi, per la quale chiediamo da anni che venga applicato molto semplicemente ciò che è previsto dai capitolati e appaltato dal Comune alle diverse ditte che si occupano del verde, delle strutture, della disinfestazione ecc. Sembra però che il cambiamento e l'approdo a buone pratiche fatichi ad affermarsi, e che il Comune continui a finanziare lavori mai eseguiti, o eseguiti male. Quella che non è mai venuta meno, invece, è stata l'attenzione dei vigili urbani, frequentemente inviati con la precisa missione di comminare multe per cani senza guinzaglio. Multe che ammontano a 100 Euro, indistintamente: signore anziane e invalide con cagnolini innocui e anziani anch'essi, cuccioli che giocano con altri cuccioli, padroni amici che passeggiano con i loro cani amici alle 8 di mattina o di sera, d'inverno, sotto la pioggia, completamente soli nel parco e che permettono ai loro cani di inseguirsi felici a perdifiato, al sicuro dentro i confini dell'area verde. L'intero parco di Piazza d'Armi va da Corso Montevideo a Corso Sebastopoli e da Corso IV Novembre a Corso Galileo Ferraris. Vi sono molti spazi destinati ai bambini, ai podisti, al riposo, laghetti, fontane, zone ombrose. Invece nella piccola parte di parco su cui insitono le tre aree cani recintate si incontrano quasi esclusivamente i camperisti e i proprietari di cani; occasionalmente e in transito le persone che parcheggiano per gli eventi dello stadio o del Palaisozaki. Si tratta dell'area delimitata dal parcheggio in ghiaia destinato ai camper, dal campo esercitazioni della caserma e da corso Galileo Ferraris. Noi non chiediamo niente di più che: - di poter condurre i nostri cani in libertà anche in quello spazio verde antistante le aree recintate, quando lo riteniamo possibile e opportuno, senza incorrere in sanzioni. - di poterci occupare personalmente della manutenzione di questo spazio, cosa che in modo ufficioso già facciamo, raccogliendo le deiezioni dei nostri cani e quelle di altri con proprietari sbadati, ma anche ripulendo il parco da vetri, carte, lattine lasciati sul terreno dai frequntatori notturni del parco. Vorremmo, insomma, farci carico personalmente della riqualificazione di questo spazio così importante per noi. - un bagno pubblico (lo spazio cui ci riferiamo è tristemente noto anche per essere pieno di escrementi umani deposti nei cespugli!!). Specifichiamo ancora che le tre aree cani esistenti non riuscirebbero, neppure se fossero perfettamente in linea con i requisiti igienici e funzionali per le quali nascono, a soddisfare le esigenze dei molti cani che le frequentano. Le utilizziamo di fatto per quei cani che hanno difficoltà temporanee o permanenti a stare con i loro simili, o semplicemente per obbligo. A volte arriviamo a una densità di 30 cani per area, in piena estate, e questo è possibile solo grazie alla perfetta conoscenza che abbiamo dei nostri amici e delle loro abitudini. In caso contrario questa situazione sarebbe davvero rischiosa per tutti. Fuori rimangono poi sempre altrettanti proprietari in attesa del proprio turno. All'interno di aree così piccole e concentrati in così alti numeri i cani in genere si limitano a scavare nevroticamente e a girare in tondo invece che a correre e a giocare, cosa per la quale occorre uno spazio più ampio. Se qualche volta si assiste a qualche scontro, subito sedato dai proprietari, ciò accade proprio per l'eccessiva vicinanza e per il nervosismo conseguente. Le modifiche che intenderemmo apportare potrebbero mettere in risalto e migliorare un settore del verde pubblico destinandolo a chi più ne ha bisogno, in questo caso noi proprietari di cani, che ammontiamo al venti per cento della popolazione! Da buoni cittadini quali ci reputiamo ci battiamo ogni giorno affinché le persone rispettino le aree pubbliche e per questo vorremmo che i responsabili di servizi pubblici dimostrassero spirito innovativo e accettassero di investire su di noi, non tanto e non soltanto denaro, ma in questo caso soprattutto fiducia.
0#Per una città ecologica —
Gian Contardo2011-02-21 13:04
Differenziare le tariffe dei parcheggi e delle zone blu in base al motore dei veicoli: le auto elettriche dovrebbero pagare pochissimo, le auto a motore ibrido una tariffa ragionevole e quelle a motore tradizionale di più. Concordare con aziende e commercianti un paio d'ore al giorno di blocco del traffico: meglio due ore al giorno che una domenica ecologica ogni tanto. Modificare il piano regolatore in modo da rendere obbligatori i pannelli solari per la produzione di energia elettrica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli di cui si chiede la risttrutturazione. In una secondo tempo, rendere obbligatori per i pannelli solari per gli edifici con un valore catastale alto (partendo dal presupposto che chi vive in un condominio lussuoso abbia i mezzi per pagarsi i pannelli solari), in attesa che una legge nazionale o regionale stabilisca sgravi fiscali e contributi per gli alloggi di valore catastale medio-basso (abitati cioè in gran parte da persone con reddito medio-basso).
+1#Incentivare l'uso della bicicletta e dei mezzi pubblici —
Gabriele Nicolò2011-02-21 22:21
Incentivare il mezzo a due ruote per gli spostamenti casa-lavoro, ad es. concedendo forti sconti sugli abbonamenti ai mezzi pubblici e al car sharing, in modo che le tre modalità di spostamento funzionino in sinergia. La certificazione dell'uso della bicicletta dovrà essere fatta con la collaborazione dei datori di lavoro. Pensare ad un abbonamento famiglia alla rete di trasporto pubblico.
0#RE: La tua idea per Torino —
Marcello2011-02-22 12:28
penserei ad un contributo obbligatorio a carico di tutti i residenti a torino per la gestione del servizio di trasposrto pubblico. a fronte di tale contributo l'uso dei mezzi pubblici sarà sempre libero e gratuito. insomma una sorta di abbonamento al mezzo pubblico per tutti i residenti. ovviamente questo contributo deve essere commisurato agli effettivi costi di gestione del servizio. inoltre modulato in base al reddito. per i non residenti invece rimangono le normali forme di accesso al servizio (biglietti / abbonamenti). questa formula incentiverebbe ovviamente l'uso del mezzo pubblico e per chi, per esigenze o per scelta, non fruirà direttamente del servizio , potrà comunque beneficiare dei vantaggi che il maggior uso dei mezzi creerà potendo circolare con i mezzi privati con meno traffico.
Penso che una certa sensibilità "al bene comune" a Torino ci sia già. Ovviamente bisogna continuare ad incoraggiarlo ma partiamo già da una buona base. Secondo me, quello che deve essere migliorato è la comunicazione, la divulgazione delle nostre best practices già presenti sul territorio. Penso sia una delle maniere più incisive per divulgare il sapere, l'esperienza anche a chi magari non ne ha la sensibilità e la cultura.
mappando il territorio, creare nuove zone pedonalizzate, non solo in zone centrali ma anche nelle periferie, creando quindi delle freezone nella città..che deve essere sempre più a misura di bambine e bambini..insomma..una città più vivibile
0#BASTA CONSULENZE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE —
Mario2011-02-25 00:08
La Corte dei Conti ha dichiarato che la spesa per consulenze nelle pubbliche amministrazioni supera la spesa di tutti di pubblici dipendenti. Chiedo che si sospendano e non si rinnovino le consulenze e si assumano giovani dopo previa formazione in affiancamento ai dipendenti pensionandi. Non è più possibile credere di assumere 1 lavoratore pubblico ogni 5 o 10 che vanno in pensione. Questo favorisce il consulente privato e le esternalizzazioni così come le privatizzazioni hanno soltanto arricchito le tasche degli amici dei politici con grande dispendio di risorse finanziarie, spesso senza risultati. Se non si assumesse un consulente a 180.000 euro l'anno quanti lavoratori precari si potrebbero stabilizzare a tempo indeterminato? Quale migliore politica della ripresa, in termini di consumi e di speranza di vita si consentirebbe con l'assunzione programmata di lavoratori pubblici?
0#RE: La tua idea per Torino —
Mario2011-02-25 00:16
BRAVO GIANGUIDO PASSONI QUESTA SERA SEI STATO IL PIU' BRAVO E CONVINCENTE E NON COSì POSSIAMO DIRE DEGLI ALTRI ANCHE SE QUALCHE IDEUZZA L'HANNO AVUTA. CURTO SECONDO E GARIGLIO TERZO. INESISTENTI E NOIOSI FASSINO E LO SPIRITOSO VIALE. CONTINUA COSI' E SARAI SINDACO.
Le motociclette sono fonte di elevato inquinamento acustico in città. L'industria motocilcistica non vuole apportare progressi in questo ambito, perché al pubblico dei motociclisti piacciono le moto rombanti e rumorose. Bisogna intervenire a livello mormativo. Per chi abita su arterie di grande traffico è un disturbo non indifferente, soprattutto di notte quando le moto possono scorazzare libere. Propongo un "bollino bianco" obbligatorio per i mezzi che circolano in città (sullo stile del bollino blu delle auto) che certifichino la riduzione delle emissioni acustiche dei motori entro un certo limite.
0#La città e l'attenzione alla disabilità —
Ombretta2011-02-26 19:34
Pensare a spazi di quartiere condivisi e gestiti da enti diversi, pubblici e privati, in cui le famiglie dei bambini con disabilità possano trovare servizi, informazioni, supporto, ma anche uno spazio di confronto e ascolto che, spesso, non sembra possibile o, almeno, non così facilmente attuabile. Questi spazi potrebbero diventare anche un luogo di formazione per la scuola e il territorio sui temi della diversità e dell'integrazione.
0#Più mezzi pubblici, più verde meno grattacieli —
Liana2012-01-12 13:01
Penso che è importante agire in collaborazione con tutti sia enti pubblici che privati per migliorare ulteriormente la città di Torino: 1. Diminuire le emissioni di gas e acustiche delle auto e aumentare i servizi pubblici bus, filobus, metrò e treni dalla periferia verso il centro e viceversa, ma anche verso territori turistici senza biglietti o abbonamenti, ma attingendo da tutti una piccola somma in proporzione alle disponibilità economiche ad esempio da 5 a 15 euro da accantonare dalle tasse comunali che vengono versate dai singoli cittadini e da coloro che vivono nei dintorni di Torino ed utilizzano i mezzi; 2.Aumentare il verde cittadino e le aree di incontro come negozi, biblioteche,circoli sportivi e ludoteche in zone che ne sono sprovviste e possibilmente scegliere alberi che evitino le allergie ai bambini; 3. evitare i grattacieli ad uso ufficio o banche e progettarne due vicini da utilizzare come Ospedali nella zona del Lingotto...con tutte le specialità mediche e chirurgiche a basso impatto ambientale e con zone di verde per i malati,serivzi e parcheggi collegati alla stazione Lingotto , grazie per l'attenzione, buona giornata
Commenti
Vengono in mente tre obiezioni, che elenco insieme alle relative controobiezioni :
Prima obiezione. La norma non è applicabile, in quanto richiede l'accertamento dei redditi. Controbiezione: una buona approssimazione del reddito è il tipo di autoveicolo. Una Maserati e un SUV pagheranno più di una Panda. Sarebbe opportuno introdurre anche dei correttivi per l'anzianità del veicolo (una Mercedes vecchia di 10 anni pagherà come una Panda nuova, per esempio).
Seconda obiezione. Si crea ingiustamente un balzello non previsto all'atto dell'acquisto ("se l'avessi saputo non avrei comprato un suv"). Controbiezione: si può introdurre la norma solo per i veicoli di nuova immatricolazion e, lasciando che diventi sempre più diffusa man mano che il parco macchine si rinnova.
Terza obiezione. Non è lecito. Controbiezione: lo è, come si evince dal 2° comma dell'articolo 195 del codice della strada, in base al quale "Nella determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria fissata dal presente codice, tra un limite minimo ed un limite massimo, si ha riguardo alla gravità della violazione, all'opera svolta dall'agente per l'eliminazione o attenuazione delle conseguenze della violazione, nonché alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche".
Se attuata, questa proposta avrebbe due considerevoli vantaggi aggiuntivi, oltre a quello costituito dalla sua equità. Il primo è l'aumento delle entrate comunali: se si ritiene giusto che chi guadagna 1200E paghi 60E di contravvenzione , allora non ci possono essere obiezioni a che chi ne guadagni 6000 ne paghi 300. Il secondo è l'incentivo ad usare vetture piccole, con vantaggi importanti in termini di risparmio di risorse primarie e di aumento di sicurezza.
Infine, faccio notare che una norma di questo genere è già in vigore in alcuni paesi, il che dimostra che è attuabile.
So che in alcuni paesi europei, per chi usa la bicicletta in alternativa all'auto per recarsi al lavoro è previsto un incentivo economico sostanzioso "In granbretagna circa 700 €"
Sicuramente avrebbe effetti positivi anche da noi.
Non so bene come possa funzionare tecnicamente il controllo, ma basta copiare da chi gia applica questa idea.
Ma si usiamolo sto vocabolo, una differente narrazione della città , la potranno raccontare soltanto amministratori che siano veramente protagonisti della loro città.
Incentivare l’acquisto dell’auto elettrica e/o ibrida è senz’altro uno stimolo, ma sarebbe comunque un investimento una tantum ed un utilizzo del denaro pubblico rivolto solo a pochi. Una Città come Torino dovrebbe avere una visione ad ampio respiro, pensando ad impiantare paline per la ricarica in diversi luoghi della città. Le paline di fatto non saranno molto utilizzate, ma questo è certamente uno stimolo ed un “incoraggiament o psicologico” per sentirsi sicuri di potere raggiungere comunque la propria meta se la batteria dovesse scaricarsi.
La Città dovrà rendere utilizzabili tali paline di ricarica mettendo dei divieti di sosta ad auto che non siano lì per la ricarica!
Inoltre si dovrebbero prevedere leggi cittadine che superino quelle condominiali e quindi sia possibile mettere le paline di ricarica anche nei cortili dei condomini (chi non possiede un box auto come si può ricaricare?).
L’incentivazion e si ottiene anche vietando l’ingresso ai motocicli a combustione interna (e quindi inquinanti) nella ZTL ed invece permettendo l’ingresso, in qualunque orario, ai mezzi elettrici. (sa l’effetto se tutti i mezzi commerciali fossero elettrici?).
Infine, invece di incentivare il singolo cittadino all’acquisto del mezzo elettrico personale, si può incentivare un sistema di car sharing di auto elettriche. L’auto elettrica è oggi ancora troppo costosa, per il cittadine medio. L’uso del car sharing permetterebbe a molti il suo utilizzo. Inoltre, dopo avere provato l’auto elettrica, se ne comprende la potenzialità (un motore silenzioso, che sa anche essere grintoso) fugando dubbi e perplessità.
A tutto ciò la Città può dare una forte spinta anche con una buona e corretta campagna informativa, promuovendo serate di confronto tra tecnici e cittadini… e quest’ultima potrebbe avere un costo irrisorio (o nullo) per le casse della città, ma un grande guadagno per la salute di tutti.
Mi spiego meglio: utilizzare il contratto integrativo per i dipendenti comunali per ridurre l'orario di lavoro e concedere loro dei permessi infrasettimanal i per consentire di fare le commissioni e prendersi cura della famiglia.
Estendere anche a queste innovazionni la filosofia che sta alla base della responsabilità sociale delle aziende, cioè far sì che, una volta varato questo protocollo "olivettiano" per il Comune, esso divenga obbligatorio anche per tutte quelle aziende che vogliono diventare o rimanere fornitori del Comune.
In sostanza, chiunque voglia vendere beni o servizi al Comune dovrà trattare in modo umano i suoi dipendenti.
Queste norme potrebbero innescare un circolo virtuoso che recherebbe benefici a tutti i lavoratori e isolerebbe i filo-marchionniano, domani a Torino, dopodomani, chissà, in tutta Italia.
Grandi eventi gratuiti, finanziamenti e spazi per un numero ristretto di soggetti: teatri e compagnie, radio, artisti
Ma la cultura, intesa come bene comune, dovrebbe essere anche la creazione di opportunità offerte ai cittadini per fare cultura in prima persona.
Conosco centinaia di artisti, compreso il sottoscritto, che non hanno mai, dico mai, incontrato nell'Ente Locale un interlocutore che sapesse offrire opportunità.
Ma questo è già un giudizio.
Partiamo dai fatti e chiedo al Sig. Passoni di pubblicare un resoconto, almeno degli ultimi 10 anni, che indichi chi ha avuto finanziamenti, di quale importo e per fare cosa.
Sarà così più facile dare un giudizio ponderato e vedere se esistono i margini per cambiare.
Oggi, che "i soldi della cultura sono finiti" c'è un gran parlare e i lamenti si sprecano.
Personalmente sono contento, la totale chiusura di questi anni ha fatto si che io mi rivolgessi altrove e ora lavoro in Francia o in altre città come Bologna dove ho fatto un film in coproduzione e come attore protagonista: "Il vento fa il suo giro".
Torino ha visto il film, lo ha apprezzato, ma non si è chiesta come mai un torinese facesse un lavoro così con una casa di produzione bolognese. Bene, ora l'ho esplicitato e, con tanti ringraziamenti, ho lasciato definitivamente la città.
Continuo però ad essere affezionato a Torino e ai torinesi e sono naturalmente disponibile ad approfondire l'argomento, se ci saranno delle occasioni.
pdbologna.org/.../...
4. A chi si rivolge la cultura
La cultura deve essere rivolta a tutti i cittadini. In particolare deve garantire:
il diritto per tutti ad avere un’offerta di qualità dei servizi culturali;
la concreta possibilità, per coloro che vogliono offrire il proprio lavoro in ambito culturale, di trovare nelle Istituzioni competenza e sostegno;
l’opportunità per tutti (anche per i non professionisti) di realizzare percorsi integrati atti a sensibilizzare una vita culturale ed artistica vissuta in prima persona.
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Riappropriarsi dei quartieri come spazi collettivi, non può essere soltanto demandato a mercati e servizi, ma deve assumere una dimensione più ampia. laboratori, teatri, cinema, sport, musei, momenti di spazio reale che attraggano la cittadinanza anche di altri quartieri. Servono eccellenze ovunque, alla falchera, alle vallette, barriera di milano, lingotto, santa rita. Ad esempio in questo contesto l'esempio del quartiere olimpico al lingotto rappresenta l'emblema negativo. Mi aspettavo di vedere crescere un nuovo quadrilatero, e invece il nulla assoluto. D'altra parte queste eccellenze devono essere aiutate a crescere. Ci sono tantissime esperienze locali interessanti che però non riescono ad emergere. Una nuova idea di fare cultura, di welfare, di benessere comune deve essere coniugata con le piccole realtà locali, a dispetto se necessario dei soliti baracconi. Anche l'idea di sicureza ne guadagnerebbe, senza dovere ricorre alle solite e desuete politiche di mera repressione. Non si tratta peraltro di creare quartieri monotematici, più semplicemente creare spazi dei quali tutta la cittadinanza possa usufruire
Vorremmo portare alla vostra attenzione un progetto destinato ai cani domestici delle zone Santa Rita e Crocetta che frequentano quotidianamente , durante tutto l'anno, il parco Cavalieri di Vittorio Veneto.
Il progetto nasce dall'amore e dal rispetto verso i nostri animali e verso le loro esigenze più elementari: il gioco, la corsa in spazi ampi e la socializzazione . Queste attività hanno un ruolo fondamentale nel convogliare costruttivament e le energie e l'esuberanza del cane, che sviluppa in tal modo un carattere docile ed equilibrato, in linea con la sua indole. Solo così, come sostengono da molto tempo educatori cinofili, veterinari, etologi, si dà luogo a una convivenza armoniosa fra cani e persone e si evitano le giustamente temute degenerazioni aggressive.
La tutela che si deve ai cittadini, possessori di cani e non, dovrebbe passare secondo noi dalla diffusione di una corretta informazione e di una cultura della responsabilità nella scelta e nella gestione del cane, e non essere esercitata attraverso divieti e sanzioni che piovono indiscriminatam ente su comportamenti scorretti e corretti. Suggeriamo dunque di instaurare con i proprietari di cani che frequentano i parchi cittadini un dialogo che conduca a soluzioni sensate e rispettose dei diritti-doveri di tutti. Facciamo presente che chi frequenta i parchi dedica in genere al proprio cane non meno di due ore al giorno, sta con lui all'aria aperta con qualunque clima, in qualunque stagione, condivide questi momenti con i figli, che crescono anche loro nel rispetto e nell'amore della natura. Difficilmente persone che hanno queste priorità sono sventate, sciatte e inconscienti. Dopo un po' di tempo in un parco ci si conosce tutti perfettamente, ci si chiama reciprocamente con i nomi dei rispettivi cani, ci si spartisce lo spazio in modo da preservare i cani più timidi e insicuri dal contatto diretto con quelli più irruenti, da evitare la vicinanza fra maschi dominanti, da separare le femmine in calore. Ancora più ovvio e naturale è tenere pulito l'ambiente in cui si trascorrono tante ore al giorno. Anzi, proprio i proprietari di cani cittadini conoscono bene i rischi di epidemie dovuti alla mancanza di adeguata disinfezione degli spazi destinati a loro, i disagi quotidiani dovuti alle condizioni deplorevoli in cui si trovano le aree recintate, prive di drenaggio, di manutenzione, di fonti di acqua pulita, piene di buche pericolose, di pozzanghere permanenti, ricettacoli di batteri e virus, spesso rifugi notturni per topi.
Ora qui ci riferiamo in particolare alla situazione di Piazza d'Armi, per la quale chiediamo da anni che venga applicato molto semplicemente ciò che è previsto dai capitolati e appaltato dal Comune alle diverse ditte che si occupano del verde, delle strutture, della disinfestazione ecc. Sembra però che il cambiamento e l'approdo a buone pratiche fatichi ad affermarsi, e che il Comune continui a finanziare lavori mai eseguiti, o eseguiti male. Quella che non è mai venuta meno, invece, è stata l'attenzione dei vigili urbani, frequentemente inviati con la precisa missione di comminare multe per cani senza guinzaglio. Multe che ammontano a 100 Euro, indistintamente : signore anziane e invalide con cagnolini innocui e anziani anch'essi, cuccioli che giocano con altri cuccioli, padroni amici che passeggiano con i loro cani amici alle 8 di mattina o di sera, d'inverno, sotto la pioggia, completamente soli nel parco e che permettono ai loro cani di inseguirsi felici a perdifiato, al sicuro dentro i confini dell'area verde. L'intero parco di Piazza d'Armi va da Corso Montevideo a Corso Sebastopoli e da Corso IV Novembre a Corso Galileo Ferraris. Vi sono molti spazi destinati ai bambini, ai podisti, al riposo, laghetti, fontane, zone ombrose. Invece nella piccola parte di parco su cui insitono le tre aree cani recintate si incontrano quasi esclusivamente i camperisti e i proprietari di cani; occasionalmente e in transito le persone che parcheggiano per gli eventi dello stadio o del Palaisozaki. Si tratta dell'area delimitata dal parcheggio in ghiaia destinato ai camper, dal campo esercitazioni della caserma e da corso Galileo Ferraris.
Noi non chiediamo niente di più che:
- di poter condurre i nostri cani in libertà anche in quello spazio verde antistante le aree recintate, quando lo riteniamo possibile e opportuno, senza incorrere in sanzioni.
- di poterci occupare personalmente della manutenzione di questo spazio, cosa che in modo ufficioso già facciamo, raccogliendo le deiezioni dei nostri cani e quelle di altri con proprietari sbadati, ma anche ripulendo il parco da vetri, carte, lattine lasciati sul terreno dai frequntatori notturni del parco. Vorremmo, insomma, farci carico personalmente della riqualificazion e di questo spazio così importante per noi.
- un bagno pubblico (lo spazio cui ci riferiamo è tristemente noto anche per essere pieno di escrementi umani deposti nei cespugli!!).
Specifichiamo ancora che le tre aree cani esistenti non riuscirebbero, neppure se fossero perfettamente in linea con i requisiti igienici e funzionali per le quali nascono, a soddisfare le esigenze dei molti cani che le frequentano. Le utilizziamo di fatto per quei cani che hanno difficoltà temporanee o permanenti a stare con i loro simili, o semplicemente per obbligo. A volte arriviamo a una densità di 30 cani per area, in piena estate, e questo è possibile solo grazie alla perfetta conoscenza che abbiamo dei nostri amici e delle loro abitudini. In caso contrario questa situazione sarebbe davvero rischiosa per tutti. Fuori rimangono poi sempre altrettanti proprietari in attesa del proprio turno. All'interno di aree così piccole e concentrati in così alti numeri i cani in genere si limitano a scavare nevroticamente e a girare in tondo invece che a correre e a giocare, cosa per la quale occorre uno spazio più ampio. Se qualche volta si assiste a qualche scontro, subito sedato dai proprietari, ciò accade proprio per l'eccessiva vicinanza e per il nervosismo conseguente.
Le modifiche che intenderemmo apportare potrebbero mettere in risalto e migliorare un settore del verde pubblico destinandolo a chi più ne ha bisogno, in questo caso noi proprietari di cani, che ammontiamo al venti per cento della popolazione! Da buoni cittadini quali ci reputiamo ci battiamo ogni giorno affinché le persone rispettino le aree pubbliche e per questo vorremmo che i responsabili di servizi pubblici dimostrassero spirito innovativo e accettassero di investire su di noi, non tanto e non soltanto denaro, ma in questo caso soprattutto fiducia.
Concordare con aziende e commercianti un paio d'ore al giorno di blocco del traffico: meglio due ore al giorno che una domenica ecologica ogni tanto.
Modificare il piano regolatore in modo da rendere obbligatori i pannelli solari per la produzione di energia elettrica per gli edifici di nuova costruzione e per quelli di cui si chiede la risttrutturazio ne. In una secondo tempo, rendere obbligatori per i pannelli solari per gli edifici con un valore catastale alto (partendo dal presupposto che chi vive in un condominio lussuoso abbia i mezzi per pagarsi i pannelli solari), in attesa che una legge nazionale o regionale stabilisca sgravi fiscali e contributi per gli alloggi di valore catastale medio-basso (abitati cioè in gran parte da persone con reddito medio-basso).
Pensare ad un abbonamento famiglia alla rete di trasporto pubblico.
ovviamente questo contributo deve essere commisurato agli effettivi costi di gestione del servizio. inoltre modulato in base al reddito.
per i non residenti invece rimangono le normali forme di accesso al servizio (biglietti / abbonamenti).
questa formula incentiverebbe ovviamente l'uso del mezzo pubblico e per chi, per esigenze o per scelta, non fruirà direttamente del servizio , potrà comunque beneficiare dei vantaggi che il maggior uso dei mezzi creerà potendo circolare con i mezzi privati con meno traffico.
CONTINUA COSI' E SARAI SINDACO.
Per chi abita su arterie di grande traffico è un disturbo non indifferente, soprattutto di notte quando le moto possono scorazzare libere.
Propongo un "bollino bianco" obbligatorio per i mezzi che circolano in città (sullo stile del bollino blu delle auto) che certifichino la riduzione delle emissioni acustiche dei motori entro un certo limite.
DIECI ANNI IN TOTALE ABBANDONO.
1. Diminuire le emissioni di gas e acustiche delle auto e aumentare i servizi pubblici bus, filobus, metrò e treni dalla periferia verso il centro e viceversa, ma anche verso territori turistici senza biglietti o abbonamenti, ma attingendo da tutti una piccola somma in proporzione alle disponibilità economiche ad esempio da 5 a 15 euro da accantonare dalle tasse comunali che vengono versate dai singoli cittadini e da coloro che vivono nei dintorni di Torino ed utilizzano i mezzi;
2.Aumentare il verde cittadino e le aree di incontro come negozi, biblioteche,cir coli sportivi e ludoteche in zone che ne sono sprovviste e possibilmente scegliere alberi che evitino le allergie ai bambini;
3. evitare i grattacieli ad uso ufficio o banche e progettarne due vicini da utilizzare come Ospedali nella zona del Lingotto...con tutte le specialità mediche e chirurgiche a basso impatto ambientale e con zone di verde per i malati,serivzi e parcheggi collegati alla stazione Lingotto , grazie per l'attenzione, buona giornata
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