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Martedì 24 Aprile 2012

 

Tullio Monti, coordinatore della Consulta torinese della Laicità, propone un'agenda laica per Torino in cui tratta temi come: testamento biologico e riconoscimento delle coppie di fatto, edifici che permettano di esercitare la libertà di culto, diritto di voto agli immigrati, carta di volontà per il fine vita.

Ci dice inoltre che il Governo, su proposta della sottosegretaria Roccella, ha istituito la giornata degli stati vegetativi proprio nell'anniversario della morte di Eluana Englaro. Il 9 febbraio 2011 in risposta a questo atto irricevibile si terrà proprio a Torino una manifestazione in favore della libera scelta.

E voi? Che ne dite?


1 - Se dovessi immaginare un’agenda laica per il comune di Torino quali sarebbero le tue priorità?


1          dare attuazione concreta a due importanti conquiste recenti dell’associazionismo laico, approvate dal Consiglio comunale dopo due delibere di iniziativa popolare, ovvero rendere effettivamente vigente il registro dei testamenti biologici e diffondere l’informazione sulla possibilità per tutte le coppie di fatto (eterosessuali e omosessuali o lesbiche) di ottenere dall’anagrafe un certificato attestante il proprio far parte di una famiglia anagrafica basata su vincoli affettivi e in forza di ciò godere di alcuni diritti nella fruizione dei servizi comunali (asili, assistenza, case popolari, etc.);

2          fare in modo che non si verifichino più episodi di grave violazione della laicità delle istituzioni comunali, come nel caso, smascherato e denunciato dalla Consulta per la Laicità delle Istituzioni, in cui un corso di aggiornamento per i formatori delle badanti comunali è stato interamente “appaltato” alla Curia torinese, con contenuti, testi e teorie improntate al più vieto integralismo clericale;

3          capire quali sono le modalità per abolire dagli asili nido comunali (per bambini da 0 a 3 anni) l’insegnamento confessionale della religione cattolica, non per spirito antireligioso, ma per un rispetto elementare dei processi di crescita e della libera formazione di bambini in tenerissima età, che hanno il diritto di non vedersi inculcare principi di parte (religiosi o filosofici poco importa), senza evidentemente possedere i basilari elementi di spirito critico individuale. Il Concordato del 1984 tra lo Stato italiano e la chiesa cattolica prevede che venga istituito l’insegnamento facoltativo della religione cattolica, nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole materne alle secondarie superiori: il fatto che il Comune di Torino vada al di là del Concordato, prevedendo tale materia anche nei nidi ci pare decisamente privo di ogni logica razionale e al di fuori del comune buon senso;

4          evitare in futuro che, come avvenuto per la prima volta nel corso di questa legislatura comunale, il consiglio comunale, supremo organo di autogoverno dello stato laico a livello cittadino, venga riunito ufficialmente alla presenza dell’arcivescovo della chiesa cattolica, il quale, seduto sullo scranno più alto dell’aula consiliare, impartisce le sue direttive morali e religiose: ciò non solo viola in modo lampante il principio di laicità, fondato sulla separazione fra Stato e chiese, ma anche il principio di libertà religiosa e di coscienza, attuando una grave discriminazione nei confronti delle altre confessioni religiose presenti sul territorio comunale, nonché dei consiglieri e dei cittadini non credenti;

5          operare affinché vengano superati legalmente tutti gli ostacoli che si frappongono al fatto che ogni comunità di credenti appartenenti a qualsiasi fede religiosa possa ottenere, a norma di legge e mediante l’utilizzo di fondi propri di trasparente provenienza (escludendo tassativamente l’utilizzo di fondi pubblici), luoghi di culto decorosi e sottratti alla semiclandestinità, nella quale possono agevolmente infiltrarsi elementi fondamentalisti potenzialmente pericolosi per la civile e pacifica convivenza;

6          attribuire il diritto di voto alle elezioni amministrative comunali per i residenti nel comune di Torino da almeno 5 anni, non in possesso della cittadinanza italiana, a condizione che non abbiano subito condanne penali, che siano titolari di un posto di lavoro, che dimostrino una buona conoscenza della lingua italiana e della Costituzione della Repubblica e che inoltrino specifica richiesta di iscrizione alle liste elettorali;

7          attivare per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado corsi di educazione alla cittadinanza, nonché corsi di storia delle religioni e del libero pensiero da attuarsi in collaborazione con le associazioni cittadine in grado di fornire formatori e progetti educativi qualificati (così come avvenuto nel recente passato da parte dell’associazionismo laico);

8          istituire la “carta delle volontà” a livello comunale, che riunisca in un unico documento le varie dichiarazioni di volontà che i cittadini possono sottoscrivere con le varie associazioni o enti che si occupano di varie tematiche inerenti il ”fine vita”, quali la donazione degli organi, la donazione del proprio corpo alla scienza, le disposizioni circa il proprio funerale (religioso o civile), la cremazione e l’eventuale dispersione delle ceneri, il testamento biologico.


2 - Le forze laiche di Torino si sono unite da tempo nella Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni. Ci spieghi il percorso e gli obiettivi?

Nata nel 2005, la Consulta raccoglie e mette in rete, in un nuovo soggetto culturale unitario, oltre 70 associazioni di Torino e provincia, diversissime fra di loro per ispirazione ideale e finalità (comprese quelle che fanno riferimento a molte delle principali minoranze religiose, dai valdesi agli ebrei, dai battisti ai buddisti, dagli avventisti ai cattolici del dissenso), che si riconoscono nella duplice missione associativa della diffusione della cultura laica e della difesa della laicità delle istituzioni. Si tratta di un esperimento che è stato il primo in Italia e che sta dando straordinari risultati, sia in termini di quantità che di qualità delle iniziative culturali prodotte, che fanno oggi della Consulta l’associazione culturale più attiva e vitale della città di Torino.

L’esperienza torinese ha poi prodotto una serie di  Consulte “gemelle” in altre realtà italiane (Roma, Milano, Napoli, Trieste, Pesaro-Urbino, Verbano-Cusio-Ossola, Valle d’Aosta e prossimamente Cuneo, Genova, Bologna, Reggio Emilia, Pistoia, Firenze, Terni, Trento), dando vita al Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni, di cui sono il Portavoce.

3 -  Il 9 febbraio ci sarà un’importante manifestazione a Torino. Di cosa si tratta?

Per il prossimo 9 febbraio il Governo, su proposta della sottosegretaria Roccella, ha istituito la Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno finalmente, dopo quindici anni di non vita,  vedeva un anno fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo, portata avanti con coraggio, determinazione e amore paterno da Beppino Englaro. Decisione istituzionalmente irricevibile, poiché ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa  che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.

Di fronte a  tutto ciò, diventa doveroso che tutta l’Italia democratica e laica proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libera scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana Englaro, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di coloro che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali, quando essi non lo ritengono accettabile e dignitoso per se stessi.

La Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, in collaborazione con la rivista MicroMega, chiede a tutte le associazioni laiche, a tutte le testate giornalistiche e i siti web, a tutti i cittadini che si riconoscono nei valori della Costituzione, a tutte le personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che sentono il dovere elementare di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di mettersi immediatamente in contatto per organizzare insieme, a Torino, la giornata del 9 febbraio come giornata di libertà, di dignità e di autodeterminazione per tutte e per tutti.

A tale appello, che ha come primi firmatari Tullio Monti, Coordinatore della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni e Carlo Augusto Viano, Presidente del Centro studi Piero Calamandrei,  hanno già aderito il Comitato 19 giugno, il Coordinamento Torino Pride LGBT e Donne di Torino per l’autodeterminazione, moltissime altre associazioni, esponenti di primo piano del mondo della cultura e dell’Università torinesi, comuni cittadini.

Commenti  

 
0 # RE: Idea n. 9 - Un’agenda laica per il comune di Torinoanna grassino 2011-02-16 09:14
Scrivo da Ivrea. Vorrei sapere se ci sono delibere, o comunque proposte, del Comune di Torino sul testamento biologico Io non sono riuscita a trovarle, forse perchè non sono tanto brava con queste diavolerie informatiche. Vorrei attivare il mio comune in tal senso. Grazie
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