
"300 orti urbani hanno in questi anni ritrovato spazio nella nostra città."
"La nuova sfida è quella di trovare spazio per il ritorno del verde, anche nel centro della città."
"Ogni anno sono quasi 2 mila le nuove piantumazioni: facciamo sì che la metà di queste siano alberi da frutta e non solo alberi ornamentali."
Una città da mangiare: più alberi da frutto nei parchi e orti urbani fin nel centro delle città, non solo a terra ma anche sulle terrazze e sui balconi. E' l'idea di Marco Grimaldi per una città sempre più sostenibile.
E Voi? Che ne dite? Vi sembra una buona idea?
Qual è la situazione degli orti urbani in città?
Gli orti urbani nel nostro paese sono orti realizzati a fini sociali su terreni di proprietà degli enti locali, oppure ad essi dati in locazione da privati o resi disponibili gratuitamente, che vengono assegnati principalmente a pensionati o a persone con basso reddito in comodato d’uso o in concessione a titolo gratuito o dietro un modesto canone d’affitto. Sono 18.709 gli orti urbani in Italia, la gran parte di essi sono presenti in Emilia Romagna e nel nord del paese.
300 in questi anni hanno ritrovato spazio nella nostra città anche grazie ad un vecchio regolamento che diceva:
"La Città di Torino assegna ai cittadini maggiorenni residenti in Torino che ne facciano richiesta, in forma individuale o in gruppo di cui indicato il responsabile e il domicilio, nella misura di un appezzamento per domanda, parti di terreni comunali da destinarsi a orto. La superficie dell'orto assegnando sarà di circa 100 mq. I siti saranno consegnati liberi da impedimenti, con il terreno lavorato e delimitato lungo il margine esterno del lotto ad orti."
100 di questi sono rinati dal progetto del nuovo parco dell'Arrivore (previsti 170 entro il 2011) ottenuti con lo stesso metodo dell’intervento realizzato nel parco del Sangone (lungo strada Castello di Mirafiori, alle spalle del mausoleo della Bela Rosin): smantellare gli orti abusivi, quindi passare alla fase di bonifica del terreno. Poi la regolare ricostruzione, risorse economiche permettendo.
Se è vero che questi progetti hanno sciolto alcuni nodi problematici (la privatizzazione di spazi pubblici, un certo disordine nel disegno complessivo dell'area, la scarsa accessibilità delle sponde del fiume, la presenza di materiali inquinanti), va però sottolineato come l'intervento effettuato apre nuovi problemi in quanto la sostituzione di un modello d'uso del territorio auto-governato e auto-regolato con uno decisamente più rigido (anche nel disegno paesaggistico) ha cancellato il risultato della stratificazione di pratiche succedutesi nell'arco di alcuni decenni, che costituiva anche parte dell'identità dei luoghi.
Gli orti esistenti non bastano, dunque. Qual è la tua idea per averne di nuovi?
La nuova sfida è quella di trovare spazio per il ritorno del verde, anche nel centro della città.
L'idea di fondo è semplice: riprendiamoci ogni metro quadro utilizzabile, che sia in verticale o in orizzontale. Riportiamo i più piccoli e non solo gli anziani a toccare la terra.
Nel 2009 siamo riusciti a far approvare un emendamento nella delibera della variante 200 del quale pochi hanno parlato:
"Nel dare una nuova e specifica identità architettonica al tessuto urbano si inserirà nelle caratteristiche tecniche della variante l'adozione delle migliori tecnologie della green technology. Un elemento caratterizzante per tutto il futuro edificato sarà rappresentato dalla ormai diffusissima esperienza della tecnologia dei tetti verdi, sperimentata anche a Torino nel caso di Environment Park in Spina 3. L'adozione di questa scelta servirà a migliorare il microclima, aumentare la ritenzione idrica con possibile recupero dell'acqua piovana per usi irrigui, filtrare le polveri, aumentare la protezione dagli agenti atmosferici e l'isolamento termico delle coperture. Questa misura unita al possibile utilizzo delle aree verdi ad orti urbani e giardini pensili, sarà un tangibile segnale di miglioramento della qualità di abitazione e di vita.".
L'ho scritto sperando di ottenere dalla più controversa variante urbanistica della legislatura un punto di innovazione verso la rigenerazione urbana, verso degli standard ambientali nordeuropei (protocollo Itaca).
Proviamo a farlo rispettare? Oltre alle battaglia per la riduzione delle cubature e l'inserimento di servizi di varia natura (asili, doposcuola, centri culturali e sportivi ecc.) proviamo a rendere l'edificato passivo e integrato con il verde, con nuove zone pedonali, con la linea 2 di metropolitana e l'idea di nuovi borghi sostenibili?
Cos'è “Torino mangiabile”?
Rendiamo Torino mangiabile come dice l'Associazione Orticola del Piemonte.
Ogni anno sono quasi 2 mila le nuove piantumazioni: facciamo sì che la metà di queste siano alberi da frutta e non solo alberi ornamentali. Gli alberi di Torino sono 170 mila di cui 100 mila nei parchi.
Vorrei che entro il 2021 in tutti i parchi della città il 10% fosse da frutta. 1000 x 10 anni fanno un frutteto urbano di 10.000 alberi da frutta. Affidiamo ogni albero ad un cittadino. Regaliamo una pianta ad ogni bambino e chiediamo ai genitori di sostenere quel secondo nuovo nato. Chiediamo alle scuole di aprire i cortili al “ritorno alla terra”. Chissà che non sia l'inizio di una nuova rivoluzione.
Commenti
Secondo me ci fosse la possibilità le persone si spenderebbero di più per il verde della città!
Certo che una città verde aparte il carattere storico sarebbe davvero degna da vivere. L'orto urbano in città pure con dei fini didattici per le nuove generazioni. L'amore per la natura e il suo rispetto. Grazie di questa iniziativa!!
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