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Martedì 24 Aprile 2012

 

Gianguido Passoni

Gianguido Passoni, 40 anni, è Assessore al Bilancio del Comune di Torino e libero professionista. Eletto in Consiglio Comunale nel 2001 e 2006 è stato candidato espressione della Sinistra alle elezioni Primarie del Centrosinistra che si sono tenute a Torino il 27 Febbraio 2011. Sostenuto da Torino Bene Comune ha ottenuto il 12,4% dei consensi, alle spalle dei due candidati del PD. Leggi la biografia completa.

Ieri sera ho partecipato a un confronto con gli altri candidati alle Primarie sull’importante tema dei Diritti e della Laicità organizzata dal Coordinamento Pride.

Una serata molto bella e impegnativa. Le ragazze e i ragazzi, le donne e gli uomini del Coordinamento Pride, ma anche le associazioni femminili e degli Immigrati Autorganizzati sono preparati, non vogliono assistere a passerelle e chiedono risposte precise. Più di cento persone attente a pesare ogni nostra considerazione anche, credo, in virtù delle troppe promesse tradite fatte dal Centrosinistra in questi anni.
Sono stato intervistato da quattro giornalisti su diversi temi e ho cercato di dire in modo chiaro e netto come la penso e come deve agire il Comune.

La prima domanda è stata sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e sulle adozioni da parte di coppie omosessuali.

Ho risposto che sono favorevole. Perché è tempo che questo nostro Paese cominci ad allargare la platea dei diritti. Ma ho anche aggiunto che pur in assenza di una legislazione nazionale anche un Comune può dotarsi di strumenti che tutelino i single e le persone che fanno una scelta di vita di unione differente dal matrimonio. Nel programma di Torino Bene Comune parliamo di un nuovo welfare comunale che sia inclusivo anche per le coppie di fatto eterosessuali ed omosessuali.

Sono stato poi interrogato sui temi dell’immigrazione e in particolare mi è stato chiesto cosa ne pensassi della vicenda dello scorso anno dei rifugiati politici di Via Asti e anche su questo ho cercato di rispondere in modo chiaro.

Mentre sulle questioni dei diritti LGBT possiamo immaginare una linea di continuità con il lavoro di Chiamparino, sui temi dell’immigrazione bisogna aprire una fase nuova. Per esempio sulla vicenda di Via Asti credo che Chiamparino avrebbe potuto fare di più e meglio. A dispetto, invece, di buone esperienze di integrazione sul territorio che vanno rafforzate costruendo fin da ora una rete di associazioni, una rete civica che si renda pronta ad accogliere le nuove situazioni che andremo ad affrontare.

Infine mi sono state rivolte alcune domande sul tema dei diritti delle donne a partire dalla pessima Legge 40 sulla procreazione assistita fino al ruolo di un’amministrazione comunale in questa materia.

Anche su questo ho fatto la mia proposta che parte dall’attuale paradossale situazione del nostro comune in cui le politiche per le donne sono suddivise tra assessorati e in particolare afferiscono ai temi dell’assistenza. Mi chiedo da tempo: e le politiche attive? Io credo che la prossima amministrazione debba spingere tutti gli assessorati a programmare i propri interventi sulla base di una politica di genere. E in particolare, quando sarò sindaco, proporrò un bilancio di genere preventivo trasversale a tutti gli assessorati in modo da programmare gli interventi aprendo anche alle persone immigrate, omosessuali e transessuali.

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