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Martedì 24 Aprile 2012

 

Gianguido Passoni

Gianguido Passoni, 40 anni, è Assessore al Bilancio del Comune di Torino e libero professionista. Eletto in Consiglio Comunale nel 2001 e 2006 è stato candidato espressione della Sinistra alle elezioni Primarie del Centrosinistra che si sono tenute a Torino il 27 Febbraio 2011. Sostenuto da Torino Bene Comune ha ottenuto il 12,4% dei consensi, alle spalle dei due candidati del PD. Leggi la biografia completa.

Di seguito un estratto delle dichiarazioni di Gianguido Passoni in merito alla riorganizzazione della macchina comunale. A questo link il pdf del comunicato stampa originale.

Da assessore al Bilancio ho fatto quanto possibile per apportare dei correttivi alla “finanza creativa” di chi mi ha preceduto. E che ora, sorprendentemente, verrebbe proposto come nuovo direttore generale. Una strategia miope. 

L’organizzazione della macchina comunale ha molti problemi. Non c’è logica e ratio nella gestione organizzativa, il personale non viene valutato adeguatamente e occorre ridare valore alle regole. Catena del comando troppo lunga e troppe qualifiche dirigenziali intermedie sono problemi da risolvere. L’attuale organizzazione interna non può affrontare le sfide dei prossimi anni. Dobbiamo fermare il continuo ricorso alle esternalizzazioni e valorizzare le professionalità interne.


Troppe decisioni vengono prese dal Direttore Generale, figura che finisce per decidere al posto della politica. Perché il DG nell’organigramma a piramide sta subito sotto il sindaco e prima della giunta? I nomi che circolano in sostituzione di Vaciago per la carica di DG non sono così nuovi. La politica, per primo il Sindaco eletto dai cittadini deve tornare a occuparsi della macchina organizzativa e riprendere in mano le decisioni di fondo. Le responsabilità di strategia sono tutte di chi governa non possono essere lasciate a chi gestisce, e bisogna assumersele.

La proposta è semplice e innovativa: niente più DG e valorizzazione di professionalità interne che sappiano svolgere al meglio il ruolo del direttore generale senza spendere altro denaro pubblico. Nei primi sei mesi da sindaco farò una proposta semplice: la riduzione per legge della giunta da 14 a 10 si può fare e bene. Basta trasmettere quattro deleghe al decentramento, in un nuovo modello di partecipazione. In quest'ottica le circoscrizioni devono trasformarsi in veri e propri municipi: il primo livello di relazione con i cittadini deve rafforzarsi.

E' necessario porre un freno al massiccio ricorso ai dirigenti esterni invalso negli ultimi anni a Palazzo di Città, valorizzando le professionalità presenti nell’organico del Comune.

Commenti  

 
-1 # L'importanza della tecnostrutturaFranco Tecchiati 2011-02-16 22:53
Lavoro da più di 30 anni nella pubblica amministrazione e ovviamente ne ho viste tante.
Non ho un'opinione precisa sulla questione DG. La sua presenza può essere positiva, dipende dalla persona e dai mandati che riceve. Un interno diventa un po' il rappresentante della tecnostruttura verso i politici, viceversa per un esterno. Un interno ha l'indubbio vantaggio di conoscere bene i colleghi, un esterno può portare all'interno esperienze importanti di altri mondi, deve però evitare di essere guidato da pregiudizi verso il mondo della P.A. cosa non facile al giorno d'oggi.
Sicuramente un sindaco come Fassino ha bisogno di un DG forte, per coprire, almeno all'inizio, la sua scarsa conoscenza della macchina comunale, chi ha già fatto l'Assessore ne ha meno bisogno.
In definitiva quello che conta sono le caratteristiche individuali di chi ricoprirà la carica di Sindaco, ma questo è ovvio.
Condivido l'idea di decentrare di più, occorre però avere un progetto per il rafforzamento della capacità amministrativa e di governo del personale politico e tecnico che opera nelle Circoscrizioni.
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