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Martedì 24 Aprile 2012

 

Gianguido Passoni

Gianguido Passoni, 40 anni, è Assessore al Bilancio del Comune di Torino e libero professionista. Eletto in Consiglio Comunale nel 2001 e 2006 è stato candidato espressione della Sinistra alle elezioni Primarie del Centrosinistra che si sono tenute a Torino il 27 Febbraio 2011. Sostenuto da Torino Bene Comune ha ottenuto il 12,4% dei consensi, alle spalle dei due candidati del PD. Leggi la biografia completa.

Nove maggio 2000: nasce Torino Internazionale, associazione con 90 soci tra enti e istituzioni, organizzazioni economiche e culturali, imprese, con l’obiettivo di attuare il Piano strategico di sviluppo e crescita per la città. Dodici anni dopo l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni lancia una provocazione, che suona come un campanello d’allarme: «Servirebbe una Torino internazionale della crisi, capace di ridisegnare il modello di città in funzione della nuova epoca in cui siamo calati». Gli stati generali della città. Un modo per dirsi che Torino è sì cambiata, ma nel frattempo è cambiato anche il mondo. E bisogna mettere un punto e ripartire da capo.

Ieri pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa con Piero Fassino per dire 2 sì al referendum sull'acqua pubblica.

Un risultato importante per allargare il consenso sui beni comuni, tema centrale della nostra campagna per le elezioni primarie con Torino bene comune.

Una scelta importante del candidato Sindaco del centrosinistra che testimonia che il confronto avuto alle primarie sta portando anche delle aperture su contenuti e programmi.

Torino bene comune è di fatto diventato un riferimento programmatico per il centrosinistra della città, grazie al lavoro e al contributo dei tantissimi sostenitori.

Elezioni comunali - domenica 15 e lunedì 16 maggio

Sostengo la candidatura di Piero Fassino a Sindaco di Torino con convinzione. Ho avuto modo di confrontarmi con lui durante le primarie del centrosinistra e ho apprezzato la sua lealtà e la sua preparazione. Per guidare di Torino c’è bisogno di serietà e capacità. Ma anche di un forte amore per la storia di questa nostra Città e per le storie dei suoi cittadini e cittadine, che è una storia di diritti, di solidarietà, di lavoro, di giustizia sociale. Penso che questa Città abbia bisogno di proseguire il percorso avviato dalle precedenti amministrazioni, innovando la propria organizzazione amministrativa.

Cambiando, Torino deve conservare il forte spirito di solidarietà e la grande apertura ai diritti di tutti e tutte senza distinzione di razza o di orientamento, uno spirito che ha caratterizzato l’esperienza del centrosinistra nella nostra città. Torino può diventare un laboratorio in cui lo sviluppo, la ricerca e le produzioni innovative si intrecciano con una nuova affermazione dei diritti del lavoro. Una città sostenibile e giusta, che può diventare un centro di attrazione per decine di migliaia di studenti e di nuovi cittadini di tutti il mondo. Torino, con Piero Fassino Sindaco, può continuare a mantenere pubblica una risorsa vitale come l’acqua e a tenere vivo un impegno sui beni comuni che sono un patrimonio di tutta la cittadinanza.


Gianguido Passoni

Ringrazio tutti i torinesi che si sono recati a votare per le primarie. Se mai ce ne fosse stato bisogno, hanno nuovamente dimostrato il valore e la forza di questa forma di democrazia, alla quale non potremo più rinunciare. Ieri Torino ha vissuto una bella e buona giornata di partecipazione. I torinesi voglioni dare continuità al buon lavoro svolto dalle giunte di centrosinistra di Castellani e Chiamparino.

L'affermazione di Piero Fassino è stata netta e accompagnata da un eccezionale numero di votanti. 
Siamo disponibili, già da oggi, a lavorare insieme per costruire la coalizione che a maggio dovrà confrontarsi con il centrodestra. Il nostro sarà un sostegno leale e costruttivo. Mai comodo, mai acquiescente.

Mettiamo a disposizione del candidato sindaco del centrosinistra la piattaforma programmatica di Torino Bene Comune perché possa essere parte integrante del programma di governo dei prossimi cinque anni. Siamo orgogliosi del lavoro di dialogo con i cittadini che abbiamo portato avanti in questi mesi, come siamo convinti che le idee raccolte a seguito di questo processo possano diventare parte del patrimonio della coalizione intera.

Pensiamo alle varie proposte in tema di mobilità sostenibile, al tema della riorganizzazione della macchina comunale, alla difesa dei beni comuni, alla promozione dei diritti civili, alla difesa del lavoro e di un modello di sviluppo ecocompatibile con al centro i lavoratori, a un nuovo approccio agli investimenti in cultura e al modello di trasparenza e partecipazione nelle scelte del governo locale sperimentato nei mesi che hanno preceduto la campagna elettorale.

6.585 voti, pari al 12,38%,  sono un risultato  positivo, a maggior ragione in considerazione dell’altissima affluenza al voto. Siamo riusciti nel nostro obiettivo: fare sì che le primarie non fossero una “questione a due” tutta interna al PD. La sinistra torinese, i suoi militanti e i suoi dirigenti hanno conquistato la possibilità di poter influire sulle scelte della prossima amministrazione, mettendoci la faccia. E vincendo la propria difficile scommessa.

Abbiamo ricevuto il sostegno di tante donne, uomini e giovani di Torino. Un grazie sentito va a tutti coloro che ci hanno sostenuto, ai firmatari, agli elettori, alle associazioni, agli uomini e alle donne di Sel e di Rosso Ideale che con coraggio e passione hanno condiviso il nostro progetto. Questo ci ha dato una forza tale da compensare anche le fatiche più dure delle primarie.

Durante tutto il percorso che ci ha portato al 27 febbraio abbiamo sempre messo al primo posto non la corsa di “un uomo solo al comando”, ma un modello di relazioni fondato su onestà, coerenza e rispetto per le altre persone con le quali si è condiviso un percorso e per le loro opinioni, i loro dubbi, le loro domande.

Lo abbiamo fatto senza inutili accelerazioni convinti dell’importanza del procedere in questo progetto non informando “a cose fatte”, magari leggendo i titoli sui giornali, ma tenendo sempre conto di tutti coloro che hanno dato il loro contributo. Anche queste scelte, possiamo dirlo, sono state comprese.

di Maria Zegarelli | Unità

Gianguido Passoni, 40 anni, assessore al Bilancio nella giunta Chiamparino, è rilassato, «una bellissima esperienza, a partire dalla raccolta delle firme». I sondaggi lo piazzano al terzo posto nella gara delle primarie a Torino. Dottore commercialista, si è presentato come indipendente, ma raccoglie simpatie in Sel, nell'Idv, in pezzi della Cgil e della Fiom. Gode, tra gli altri, del sostegno del sociologo Luciano Gallino, del chirurgo Mauro Salizzoni, di Luca Mercalli.

Passoni, come mai ha deciso di scendere in campo?

«In realtà noi di “Torinobenecomune”, che poi è diventato lo slogan della mia campagna, stavamo lavorando ad un programma elettorale da circa sette mesi, a prescindere dalle primarie, perché ci sembrava utile dare un contributo alla coalizione di centrosinistra. Solo 4 settimane fa si è trasformato in un progetto per la candidatura a sindaco».

Lei è assessore, conosce i problemi più urgenti. Su cosa si deve puntare per rispondere alle richieste dei torinesi?

«Io credo che sia necessario puntare sui beni pubblici, come l'acqua ad esempio chenon può essereun capitale aperto ai privati, e su un nuovo piano regolatore che punti alla sostenibilità. E poi è necessario un profondo ripensamento del welfare della città, dando la priorità ai bisogni delle persone, soprattutto giovani e anziani, le due fasce sociali più sofferenti. Le due emergenze sono la casa e i servizi assistenziali e di questo dovremo farci carico nei prossimi anni. Altra questione da affrontare è il lavoro: questa è una città che ha puntato molto sul terziario, il settore più vulnerabile alla crisi economica, dunque abbiamo bisogno di fattori consolidanti. In questi anni abbiamo investito molto nella ricerca per la green economy grazie all'Università e al Politecnico, adesso dobbiamo fare inmodoche quegli investimenti diventino occupazione».

Crede anche lei che pezzi di centrodestra vadano a votare domani per scegliere il sindacochepiace di piùa loro?

«Sono convinto che ci sarà una grande affluenza e questo è il deterrente maggiore, ma credo anche che Torino con il suo alto senso civico non si presti a questi giochi».

Durante il confronto a 5 dell'altra sera eravate partiti bene ma alla fine non sono mancate le scintille.

«Mi è dispiaciuto vedere che Gariglio e Fassino hannocontinuato anche in quell’occasione ad attaccarsi, perché sarebbe stato più utile per tutti lanciare un appello unitario ad andare a votare».

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